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Lucca - Il canone speciale imposto dalla Rai ha fatto scoppiare un vero e proprio putiferio. A Lucca sono arrivate oltre 400 richieste di pagamento per negozi e uffici. Il senatore del Pd Andrea Marcucci ne ha chiesto l'immediato ritiro. |
| Odioso, assurdo, controproducente...
E chi più ne ha, più ne metta. Il cosiddetto canone speciale, ultima invenzione in casa Rai per fare cassa, ha scatenato un vero putiferio. Adusbef e Federconsumatori parlano senza mezzi termini di "ennesima vergogna" e di un salasso ingiustificato. Perchè pagare la visione di contenuti di un pc, di un iPad o di un altro dispositivo tecnologico di ultima generazione, solo in virtù del fatto che fra questi vi potrebbero essere i canali di stato ? Una mamma, la Rai, a cui verrebbe voglia di chiudere la porta in faccia come adolescenti arrabbiati per un torto subito: questa tassa non è identica al canone normale riservato agli abbonati, ma prevede somme anche più consistenti, dai duecento ai seimila euro, una vera e propria stangata per circa cinque milioni di utenti. E poi, pensate, ci si sta appellando ad un regio decreto del 1938, che prevede il pagamento dell'imposta da parte di studi e uffici in possesso di apparecchi in grado di ricevere segnali Tv. A Lucca sono centinaia le richieste di pagamento inviate dalla Rai per il canone speciale a carico delle imprese, dei negozi e degli studi professionali. Una cosa che non piace affatto al senatore del Pd Andrea Marcucci, che in un'interrogazione urgente al ministro Passera ne chiede l'immediato ritiro.. "In provincia di Lucca sono arrivate centinaia di cartelle di pagamento - dice il parlamentare- ad un piccolo editore di Barga la Rai chiede 400 euro per la presenza in studio di due computer. Insieme a tanti altri colleghi abbiamo chiesto al governo di bloccare tali procedure che sono palesemente in conflitto con il buon senso, e con l'esigenza di procedere speditamente nel piano di informatizzazione delle imprese. |